Presentato il Centro di Ricerca in Genoproteomica

La Fondazione Pisa destina circa 10 milioni di euro alla realizzazione di un centro di ricerca in campo biomedico
2013-12-20

Dal 2001 ad oggi la Fondazione ha sostenuto 119 progetti nel settore della Ricerca Scientifica e Tecnologica, destinandovi contributi per circa 38 milioni di euro, attuando progetti propri ovvero dando esecuzione a specifiche proposte accolte tra quelle formulate  dagli enti pubblici di ricerca del territorio.Negli ultimi anni la Fondazione ha concentrato la propria attenzione su progetti pluriennali di ricerca scientifica e tecnologica di grandi dimensioni, e di notevole costo, capaci di produrre e favorire, oltre che l’avanzamento delle conoscenze e delle esperienze in campi di interesse scientifico, anche effetti di promozione dello sviluppo economico del territorio e, talvolta, concorrere alla riduzione della spesa pubblica in campo sanitario.Valga, tra le diverse iniziative assunte, l’esempio della apparecchiatura di Risonanza Magnetica a 7 TESLA, unica in Italia, resa disponibile  per l’Istituto Stella Maris per sviluppare ricerca avanzata nel campo della neurologia infantile ed ancora l’esempio del totale finanziamento del progetto denominato “Train the Brain” ideato dal Prof. Maffei ed ora condotto dal Prof. Picano per studiare e testare metodiche di prevenzione e rallentamento degli effetti dell’Alzheimer.Proseguendo in tale indirizzo, la Fondazione Pisa ha assunto la determinazione di costituire e sostenere un proprio apposito ente strumentale, in forma di fondazione di scopo disciplinata dal diritto privato e con il carattere di ONLUS a rimarcarne il profilo di utilità sociale, cui affidare la missione di “ideare, promuovere e gestire direttamente progetti di ricerca scientifica e tecnologica, anche su proposta di terzi ed anche acquisendo la collaborazione di soggetti ed enti pubblici e privati che svolgono attività di ricerca in campi di applicazione ritenuti meritevoli di attenzione”.In relazione a ciò la Fondazione Pisa, nell’Ottobre del 2012 ha costituito la Fondazione Pisana per la Scienza – ONLUS dotandola di adeguate risorse per realizzare l’obiettivo assegnatole di progettare e sviluppare iniziative di ricerca scientifica e tecnologica con finalità applicative ed innovative.Alla Fondazione di scopo così costituita è stata destinata finora una contribuzione complessiva di oltre 10 milioni di euro per sviluppare la propria attività istituzionale.Come già fatto per le altre due fondazioni di scopo, la Fondazione Palazzo Blu e la Fondazione Dopo di Noi a Pisa – Onlus, alla  guida della Fondazione Pisana Per la Scienza sono state poste persone in prevalenza appartenenti alla Compagine associativa ed alla Deputazione della Fondazione Pisa.Costituiscono infatti il Consiglio di amministrazione il Dr. Ugo Michelotti (Presidente), il Prof. Arnaldo Stefanini (Vicepresidente), il Prof. Generoso Bevilacqua, il prof. Francesco Ciardelli ed il Prof. Cesare Montecucco. Le funzioni di Revisore sono affidate al Dr. Luigino Bonaccorsi. Ai signori appena citati va il nostro ringraziamento per la disponibilità manifestata nell’assumere tale delicato incarico che implica l’assunzione di significativa responsabilità,  a cui peraltro corrisponde un compenso meramente simbolico.Il primo progetto posto in cantiere dalla Fondazione Pisana per la Scienza ha riguardato la costituzione di un Centro di Ricerca in campo Genoproteomico che, basato presso appositi spazi messi a disposizione dal locale Comitato Provinciale della Croce Rossa, grazie alla collaborazione ed all’interessamento attivo del presidente cav. Cerrai, è stato dotato delle più moderne attrezzature ed impianti che vengono già impiegate da un gruppo di giovani scienziati appositamente reclutati.Per quanto riguarda la materiale realizzazione del Centro, affidato al coordinamento scientifico e funzionale del prof. Bevilacqua, sono stati approntati spazi idonei quanto a superfici, impianti e supporti logistici necessari a consentire un corretto svolgimento delle attività di ricerca articolata in due laboratori, uno per gli studi in campo genomico e l’altro dedicato alla proteomica.La Fondazione di scopo, subito dopo la sua costituzione, ha predisposto il programma di acquisizione delle apparecchiature occorrenti per rendere immediatamente funzionale il centro.Al riguardo sono stati presi contatti a livello internazionale con qualificati costruttori e fornitori di tali apparati con i quali è stato concordato un piano di approvvigionamento che, iniziato a febbraio del corrente anno, ha visto in questi giorni il completamento delle consegne e delle installazioni con contestuale collaudo.In particolare va evidenziato che nel novero delle apparecchiature acquisite di livello tecnologicamente avanzato,  risulta unico in Italia il complesso degli apparati predisposti per condurre ricerca nel campo della proteomica.Completa il quadro delle dotazioni una apposita struttura di supporto informatico per la elaborazione e per il trattamento dei dati che saranno tratti dalle esperienze di laboratorio. Ciò in collaborazione con il locale ICT dell’Università di Pisa  con il quale è stato avviato un percorso di collaborazione tecnica che siamo certi produrrà effetti senz’altro apprezzabili.Questo ci permette di affermare che disponiamo ora di un Centro di ricerca di assoluta eccellenza quanto a potenzialità di rendimento tecnologico e capacità di consentire significativi avanzamenti di conoscenza nei campi di indagine che potranno essere esplorati.Per il funzionamento del Centro sono state direttamente selezionate ed assunte già 5 posizioni di lavoro che, a diverso livello di preparazione e competenza professionale, sono state inserite nella struttura organizzativa. A queste si aggiungeranno a breve altre figure professionali coerenti, quanto a competenza professionale, per dare seguito alle specifiche iniziative di ricerca che il Consiglio di amministrazione riterrà di avviare nell’immediato futuro.Al momento sono in corso di trattazione specifici programmi di ricerca nel campo delle neuroscienze e del tumore al seno. In breve prospettiva, l’attività di ricerca scientifica e tecnologica che la Fondazione Pisana per la Scienza svilupperà,  fermo restando il carattere di assoluta autonomia ed indipendenza dell’ente, contempla la possibilità che, al ricorrere di determinate condizioni e se riscontrati presupposti di utilità, vengano anche realizzate forme di cooperazione e di integrazione con altre strutture di ricerca.Obiettivo concorrente della fondazione è anche quello di ottimizzare gli sviluppi della ricerca allo scopo di conseguire, ove possibile, risultati economici in misura tale da permettere un apprezzabile autofinanziamento della struttura.Le risorse notevoli economiche che la Fondazione Pisa ha inteso destinare a questa complessa ed ambiziosa iniziativa, le competenze scientifiche di elevato livello accademico possedute da coloro che sono stati chiamati a realizzarla ed a presidiarla in via costante e continuativa, il modello do governance adottato, la struttura tecnico, tecnologica ed organizzativa già realizzata nonché le professionalità specifiche assunte per condurre materialmente le attività di ricerca, ci danno la ragionevole certezza di poter produrre, peraltro in brevissimo tempo, risultati in linea con le aspettative di chi ha ideato il progetto generale.Claudio Pugelli                                                                                        Presidente                                                                                            Fondazione Pisa                                                                                      Ugo MichelottiPresidenteFondazione Pisana per la Scienza – Onlus

 

NOTA TECNICA PREDISPOSTA DAL PROF. GENEROSO BEVILACQUA, Coordinatore Scientifico del CentroIl Centro si articola in tre laboratori, uno dedicato alla genomica, uno alla proteomica e una alla bioinformatica.L’obiettivo principale consiste nell’affrontare progetti di ricerca in campo biomedico disegnati in modo che il singolo problema venga affrontato da tutti i possibili punti di vista, con le tecnologie e le metodologie previste dalla scienza moderna.Le apparecchiature e gli impianti sono quanto di meglio sia possibile reperire oggi sul mercato; apparecchi sofisticati in grado di fornire grandi quantità di dati complessi, con un risultato che sarebbe impossibile ottenere altrimenti. La strumentazione acquisita rende il centro senza dubbio unico in Italia e lo colloca ai primi posti a livello europeo. È da sottolineare che la collocazione nello stesso ambiente di un laboratorio dedicato allo studio dei geni (che costituiscono il “cervello” della cellula) e di un laboratorio dedicato allo studio delle proteine ( che rappresentano la “mano d’opera) è di per sé una idea innovativa, in quanto solitamente strutture di questo tipo operano in modo indipendente. In tal modo, la singola via molecolare può essere indagata in tutti i suoi aspetti.La bioinformatica è indispensabile per l’analisi dei risultati. Poche ore di lavoro di una macchina generano informazioni in quantità tale da richiedere anche settimane di analisi mediante sofisticati programmi informatici. Al fine di rendere particolarmente efficiente il lavoro, la Fondazione ha instaurato una stretta collaborazione con l’IT Center, Centro Interdipartimentale per la Information Technology dell’Università di Pisa, già finanziato dalla Fondazione Pisa.Il primo progetto di ricerca del Centro di Geno-Proteomica è focalizzato sull’analisi di vie molecolari di due modelli di tumore umano di grande rilevanza, il cancro della mammella e i tumori cerebrali; il primo è una malattia frequente, con importanti risvolti anche di tipo sociale, l’altro caratterizzato da una decorso molto aggressivo e drammatico.Il personale di ricerca del Centro è al momento costituito da cinque unità di varia tipologia, fra le quali i due responsabili dei laboratori di Genomica e di Proteomica; questi ultimi hanno lunghe esperienze internazionali, in centri di altissima qualificazione, quali l’NIH (National Institute of Health di Bethesda, USA, che è il più grande centro di ricerca biomedica del mondo), l’Institute for Cancer Research di Londra, l’Università di Leiden. Il livello tecnologico e organizzativo del Centro ha già iniziato ad attrarre ricercatori anche dall’estero; il responsabile del laboratorio di Proteomica, infatti, è un chimico inglese che ha il ruolo di Professore Associato presso l’Università di Leiden in Olanda, e che opererà a tempo pieno a Pisa dalla prossima primavera. La previsione è di raggiungere circa 20 unità di personale qualificato entro il 2015. Le procedure di assunzione prevedono una attenta valutazione delle competenze e delle capacità dei candidati da parte di un comitato internazionale di esperti.La Fondazione Pisana per la Scienza svolge le proprie attività in modo del tutto indipendente, ma disponibile a stabilire collaborazioni scientifiche con qualsiasi istituzione che svolga attività scientifica su argomenti di interesse comune. Una analisi progettuale è già in corso con tutte le istituzioni scientifiche pisane, ma anche con istituti stranieri, come l’Università di Leiden, l’Università di Manchester, l’Helmholtz Zentrum e la Technische Universitat di Monaco.La Fondazione sta analizzando la possibilità di dare inizio a un progetto nel settore delle Neuroscienze, con la possibilità di offrire opportunità di collaborazione e coordinamento ai numerosi gruppi di neuroscienziati che operano a Pisa in modo indipendente.Il Centro è stato disegnato con estrema cura sulla base di modelli prestigiosi di rilievo internazionale. La realizzazione, in termini di tecnologia e di competenze, è di livello tale da far prevedere un rapido sviluppo della struttura, con il raggiungimento di risultati importanti in tempi brevi. Il costante impegno del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Pisana per la Scienza e dei vertici della Fondazione Pisa costituisce altro elemento di garanzia qualitativa.Il Centro gode di un finanziamento adeguato assicurato dall’Ente fondatore, ma ha già iniziato a definire progetti da sottoporre a enti finanziatori locali, nazionali e internazionali, sfruttando anche le collaborazioni in essere con altri laboratori italiani e stranieri.

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