I RITRATTI RONCIONI. Una famiglia pisana e la pittura fra XVIII e XIX secolo

2010-03-25

Sabato 27 marzo 2010 apre a Palazzo BLU la mostra sulla famiglia Roncioni, con cui la Fondazione CariPisa prosegue nell’iniziativa delle “Mostre dossier”. L’evento ha il fine di illustrare uno spaccato della società pisana, durante l’Illuminismo italiano, attraverso la nobile famiglia dei Roncioni.

La mostra, che si svolge fino al 18 aprile 2010, unitamente alla collezione permanente della Fondazione CariPisa, è visitabile dal martedì alla domenica (apertura straordinaria lunedì 5 aprile 2010) dalle ore 10:00 alle ore 13:30 e dalle ore 15:30 alle ore 18:00 ed è ad ingresso libero.

Prenotazione visite guidate Impegno & Futuro 050 28515 Informazioni 050 916 911

La mostra

Le opere

Le opere di Jean-Baptiste Desmarais (Parigi 1756 – Carrara 1813), Palmiro Bardotti (Livorno, prima metà del XIX secolo), Giovanni Battista Tempesti (Volterra 1729 – Pisa 1804), Pietro Benvenuti (Arezzo 1769 – Firenze 1844) e di Luigi Gioli (San Frediano a Settimo 1854 – Firenze 1947) tracceranno il percorso attraverso il quale una nobile famiglia della Valdera del XII secolo sia divenuta una delle più influenti casate pisane di inizio ‘800.

La storia

A partire dal 1780 circa, proprio con il “balì” Angiolo Roncioni che è al centro della mostra che si svolge a Palazzo Blu che i Roncioni furono in grado di riscattare il giudizio assai severo che sulla nobiltà pisana circolava negli ambienti della corte del Granduca Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena. Divenuto capofamiglia, il balì Angiolo Roncioni si impegnò nella salvaguardia dell’ingente patrimonio di immobili e di beni agricoli della famiglia. Ma ciò che più colpisce è il fatto che si sia appassionato a tutte le novità del mondo della cultura, della scienza e della tecnica. La sua biblioteca si arricchì di testi dell’Illuminismo; la sua collezione di disegni e stampe era nota come una delle più ricche di Pisa; la passione per il teatro lo coinvolse fino al punto da indurlo a costituire una compagnia privata, per la quale recitò anche Vittorio Alfieri; l’educazione musicale (basti pensare alla centralità della “spinetta” nel “quadro di famiglia” del Desmarais) svolse un ruolo importante nella formazione delle figlie, che ebbero come insegnante uno fra i più noti musicisti pisani del tempo, Filippo Maria Gherardeschi; sempre le figlie furono indotte a cimentarsi con il disegno e con l’apprendimento del francese. Non solo, ma sappiamo dai suoi ricordi che Angiolo Roncioni provvide, per i famigliari, all'”innesto del vajolo”, che si fece acquistare un microscopio in Inghilterra e orologi in Svizzera, che, nell’ottobre del 1795, non esitò a portar con se a teatro, a Firenze, la figlia “Isabellina”, non ancora quindicenne. Non stupisce che un personaggio così proiettato verso le novità abbia colto al volo l’occasione di assicurarsi l’opera di un pittore transalpino come il Desmarais, che poteva aprire nuovi orizzonti nella vita artistica pisana. Sempre sull’onda dell’entusiasmo per i mutamenti che caratterizzarono, specie dopo la Rivoluzione Francese del 1789, gli ultimi anni del secolo XVIII, il Roncioni non si tirò indietro neppure quando, nel marzo del 1799, il governo granducale decadde e la Toscana passò, per pochi mesi, sotto il controllo francese. Il Roncioni fece circolare, anonimo, uno scritto filo-repubblicano, aderì alla Guardia Nazionale e partecipò a cene “patriottiche” (peraltro, come poi dichiarò, “di assai cattivo gusto”). I suoi orientamenti abbastanza moderati e le notevoli “entrature” gli consentirono, con il ritorno del Granduca, di essere comunque assolto in un processo per “democrazia” che dovette subire davanti al Tribunale dell’Ordine di Santo Stefano, competente per gli appartenenti alla prestigiosa istituzione.

Le fonti

Archivio di Stato di Pisa, Commissariato, n. 1120 (Filza di suppliche), passim

Archivio di Stato di Pisa, Acquisto Roncioni antico, n. 84 (Entrata e Uscita 1787-1799), passim

La Bibliografia

RANIERI GRASSI, Descrizione storica e artistica di Pisa e de’ suoi contorni, III, Pisa 1838, p. 173; MICHELE LUZZATI, Le origini di una famiglia nobile pisana: i Roncioni nei secoli XII e XIII in “Bullettino Senese di Storia Patria”, LXXIII-LXXV (1966-1968), pp. 60-118; ID., Il Balì Angelo Roncioni nelle vicende toscane del 1799-1801 in “Bollettino Storico Pisano”, XXXIX (1970), pp. 121-138; PIETRO LEOPOLDO D’ASBURGO LORENA, Relazioni sul governo della Toscana a cura di Arnaldo Salvestrini, II, Olschki, Firenze 1970, p. 326; MICHELE LUZZATI, Il canonico Antonio Roncioni in ID., Una guerra di popolo. Lettere private del tempo dell’assedio di Pisa (1494-1509), Pacini, Pisa 1973, pp. 171-182; ID., Girolamo Roncioni, notaio e proprietario, ivi, pp. 183-187; MARIO MONTORZI, I processi contro Filippo Mazzei ed i liberali pisani del 1799 (ragguagli bio-bibliografici su un ritrovamento archivistico) in “Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno”, X (1981), pp. 53-80; MICHELE LUZZATI, Girolamo Roncioni (1895-1980) in “Bollettino Storico Pisano”, L (1981), pp. 299-301; CARLO MANGIO, I patrioti pisani. Primi risultati di un’indagine sugli atti dei processi “per attentati contro la sovranità ed ordine pubblico” del 1799-1800 in “Bollettino Storico Pisano”, LI (1982), pp. 147-178; MANFREDO RONCIONI, Il giornale di viaggio di Francesco Roncioni (1836) in “Bollettino Storico Pisano”, LVI (1987), pp. 221-227; ID., L’ultimo soggiorno pisano di Vittorio Alfieri e la recita del Saul in Soggiorni e vicende di Vittorio Alfieri a Pisa (1766-1795) a cura di Giuseppina Rossi, Tipografia comunale, Pisa 1988, pp. 51-53; ROBERTO PAOLO CIARDI, Collezionisti e mercanti in Settecento pisano. Pittura e scultura a Pisa nel secolo XVIII  a cura di Roberto Paolo Ciardi, Pacini, Pisa 1990, p. 27; ID., La seconda metà del secolo, ivi, pp. 102, 143 e 147; CINZIA M. SICCA, Et in Arcadia Pisae. Pittori “eccellenti” e gusto proto-neoclassico a Pisa, ivi, p. 277 e 283; OLIVIER MICHEL, Jean-Baptiste Desmarais in Dizionario biografico degli italiani, XXXIX, Roma 1991, pp. 406-408; MARCELLO BERTI, La variegata attività di Orazio Roncioni nobiluomo di campagna in “Bollettino Storico Pisano”, LX (1991), pp. 27-58;  MICHELE LUZZATI,  Attività economiche e patrimonio di una famiglia della nobiltà guelfa pisana: i Roncioni nel Duecento e nei primi anni del Trecento, ivi, pp. 217-229; ALESSANDRO PANAJIA, GUGLIELMO VEZZOSI, Memorie di famiglia. Storia, curiosità, aneddoti e cronache di antiche casate pisane, Edizioni ETS-Andrea Vallerini Editore, Pisa 1994, pp. 179-198; HELENE PALOUZIE, Jean-Baptiste Desmarais, 1756-1813, son milieu, son temps, thèse de doctorat en histoire de l’art sous la direction de Laure Pellicer, Université Paul Valéry-Montpellier III, 1994, passim; ALESSANDRO  PANAJIA, Il Casino dei Nobili. Famiglie illustri, viaggiatori, mondanità a Pisa tra tra Sette e Ottocento, ETS, Pisa 1996, pp. 108, 112-113, 150, 162 e 215; ALBERTO AMBROSINI, Verso una pittura borghese in L’immagine immutata. Le arti a Pisa nell’Ottocento a cura di Roberto Paolo Ciardi, Pacini, Pisa 1998, pp. 117-121; LARA CIAMPI, Pisa fuori di Pisa. Appunti sulla cultura artistica del territorio tra diciottesimo e diciannovesimo secolo, ivi, pp. 189-195; AGOSTINO AGOSTINI, ALESSANDRO PANAJIA, Una “privata Conversazione”: l’Accademia Roncioni e Vittorio Alfieri, introduzione di Giovanni Roncioni, Felici Editore, Pisa 2001, pp. 16 e 20; ELISABETTA BENUCCI, Isabella Roncioni, la “divina fanciulla” foscoliana, ivi, pp. 98-116; SILVANA FERRONI, Appunti per una biografia di Francesco Roncioni (1789-1864) in “Bollettino Storico Pisano”, LXX (2001), pp. 153-184; ROBERTO BIZZOCCHI, In famiglia: storie di interessi e affetti nell’Italia moderna, Laterza, Roma-Bari 2001; GIROLAMO RONCIONI, Ricordi di un signore d’altri tempi, L. Mansi Editore, Lucca 2001; Un matrimonio del Settecento. Un evento pisano: le nozze di Pietro Verissimo Ruschi con Maria Maddalena Roncioni a cura di Alessandro Panajia, Edizioni ETS, Pisa 2001; ANDREA ADDOBBATI, La festa e il gioco nella Toscana del Settecento, Edizioni Plus Università di Pisa, Pisa 2002, pp. 227-228; ALESSANDRO PANAJIA, I palazzi di Pisa nel manoscritto di Girolamo Camici Roncioni, Edizioni ETS, Pisa 2004 (cfr., per il palazzo Roncioni, pp. 133-135); GABRIELE ZACCAGNINI La tradizione agiografica medievale di santa Bona da Pisa, Gisem – Edizioni ETS, Pisa 2004, p. 161 (“domina Cyconia” è in realtà “dominus Cyconia” Roncioni); STEFANO RENZONI, En attendant Napoléon. Avvii e resistenze al neoclassicismo in Storia delle arti in Toscana. Il Settecento, a cura di Mina Gregori e Roberto Paolo Ciardi, Edifir, Firenze 2006, pp. 240-242; ORSOLA GORI, Il granduca a Pisa in Sovrani nel giardino d’Europa. Pisa e i Lorena a cura di Romano Paolo Coppini e Alessandro Tosi, Pacini, Pisa 2008, p. 45; FRANCESCA NUTI, L’acquisto dell’archivio Roncioni da parte dell’Archivio di Stato di Pisa (1912) in “Bollettino Storico Pisano”, LXXVIII (2009), pp. 141-153.

 

 

 

 

 

 

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