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L’Ente Cassa di Risparmio di Pisa

La legge n. 218 del 30 luglio 1990 (legge “Amato”), rivoluzionando profondamente la struttura delle così dette banche pubbliche fra le quali le Casse di Risparmio, prescriveva la separazione dell’attività di pubblica utilità da quella bancaria. La separazione fu realizzata attraverso il conferimento delle attività creditizie in una società di capitali (SpA) della quale la vecchia istituzione trasformata in Ente Conferitario di Azienda Bancaria (ECAB) manteneva la proprietà.
Secondo tali indicazioni la vecchia Cassa si trasformò nell’Ente Cassa di Risparmio di Pisa conferendo, con atto del 30 aprile 1992, l’azienda bancaria in una società per azioni di nuova costituzione della quale deteneva il controllo.
Nello statuto dell’Ente, approvato per la prima volta dal Ministero del Tesoro in data 7 aprile 1992 e in seguito modificato nel 1994, 1995 e 1996 (scaricabile in formato PDF - 341Kb) , furono fissati, all’art. 3, come scopi statutari “contribuire alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio culturale nel territorio ove ha operato la Cassa originaria” e “Nella continuità degli scopi di pubblica beneficenza della Cassa di Risparmio originaria riservare una quota all’assistenza delle categorie più bisognose”; in esso, in accordo con le innovazioni introdotte dalla legge, venivano gradualmente inseriti nell’assemblea dei soci, 36 componenti nominati da amministrazioni locali, istituzioni culturali e associazioni di categoria economiche fra le più rappresentative del territorio. Gli organi di amministrazione e controllo della Cassa precedenti allo scorporo ed alla modifica di statuto rimasero in carica, amministrando contemporaneamente la SpA e l’Ente.
Dal 1992 l’Ente ha amministrato, nel rispetto della normativa vigente, il proprio patrimonio, consistente principalmente nelle partecipazioni bancarie nelle aziende conferitarie, che hanno subito nel tempo alcune trasformazioni.
Il 24 luglio 1992 l’Ente Cassa di Risparmio di Pisa, insieme agli Enti/Fondazioni delle Casse di Risparmio di Firenze, Livorno, Lucca, Pistoia e San Miniato e della Banca del Monte di Lucca, fondava la Holding Casse Toscane SpA, nella quale conferiva azioni della Cassa di Pisa pari al 61,31% del capitale sociale, ricevendo in cambio azioni della holding medesima.
Dopo lo scorporo dell’azienda bancaria, l’Ente conferente ha scelto, come settori statutari d’intervento, quello della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale del territorio d’insediamento della Cassa originaria e, per una quota pari ad un quinto dei proventi, l’assistenza alle categorie bisognose.
Nel 1994 in ossequio ai dettati di legge, l’assemblea dei soci dell’Ente eleggeva un consiglio d’amministrazione ed un collegio dei revisori separati ed indipendenti dagli analoghi organi della banca Cassa di Risparmio di Pisa SpA.
Nel 1996 la Holding Casse Toscane si scindeva dando origine alla nuova Holding Casse del Tirreno SpA, controllante le Casse di Livorno, Lucca e Pisa oltre alla Banca del Monte di Lucca, nella quale l’Ente deteneva azioni pari al 33,70% del capitale sociale.
Nell’anno 1999, in ottemperanza a quanto prescritto dal D. Lgs. n. 153 del 17/05/1999, l’Ente, insieme agli Enti/Fondazioni azionisti di Casse del Tirreno, ha dato corso alla procedura di dismissione delle partecipazioni di controllo delle aziende bancarie, che si è conclusa il 4 dicembre 1999 con la firma di un contratto di cessione di partecipazioni con il Gruppo Banca Popolare di Lodi.
Secondo le previsioni del contratto, approvato da parte dell’Autorità di Vigilanza, è stato ceduto il 50,01% della partecipazione nella Casse del Tirreno SpA, e sono previste opzioni di acquisto e vendita delle residue partecipazioni bancarie.
Nel corso della sua attività dal 1992 al 1999 l’Ente ha deliberato, per interventi in favore di progetti propri e in collaborazione con terzi, contributi per un totale di Lit. 10,4 miliardi nel settore dei beni culturali (media annua Lit. 2,5 miliardi ca.) e di Lit. 2,8 in quello dell’assistenza alle categorie bisognose(media annua Lit. 0,4 miliardi ca.).
Stante la relativa limitatezza dei mezzi disponibili, la politica dell’Ente si è ispirata al principio di concentrare il proprio impegno su progetti importanti nei quali il suo intervento risultasse determinante, lasciando una porzione relativamente modesta agli interventi minori.
Fra le realizzazioni più importanti segnaliamo:

  • restauro degli affreschi trecenteschi della Basilica di San Piero a Grado;
  • contributo alla realizzazione del museo storico della Piaggio a Pontedera;
  • ricollocazione delle bandiere turche e restauri vari della Chiesa di S. Stefano e della storica Piazza dei Cavalieri;
  • restauro di oltre 70 statue lignee medievali provenienti dall’area pisana e loro esposizione nella mostra “Sacre passioni” al Museo Nazionale di San Matteo a Pisa;
  • restauro della chiesa di S. Agostino in Nicosia a Calci;
  • restauro della Rocca del Brunelleschi a Vicopisano;
  • mostra “Leopardi a Pisa” nell’ambito della celebrazione nazionale del bicentenario leopardiano.

L’Ente ha inoltre contribuito alla realizzazione della stagione di musica cameristica e sinfonica “i Concerti della Normale” organizzata in collaborazione con la stessa Scuola Normale Superiore e il Teatro Verdi di Pisa.
Nel settore dell’assistenza alle categorie bisognose si possono tuttavia ricordare alcuni interventi maggiori, quali:

  • la donazione all’Associazione trapiantati di fegato di attrezzature per 240 milioni negli anni 1998-99;
  • il contributo per l’arredamento e attrezzature dei laboratori dell’associazione di volontariato “Dinsi une man” per 163 milioni nel 1999.
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